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Sotto tutor dall’1 agosto Ecco le multe del Castello – Cronaca – La Nuova Ferrara

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Sotto tutor dall’1 agosto Ecco le multe del Castello – Cronaca – La Nuova Ferrara.

In questo articolo il comandante della polizia provinciale dice che vede gli automobilisti quando si accorgono del cartello che indica la presenza del tutor rallentano bruscamente per poi accellerare e nuovamente rallentare in presenza dell’altro portale, è evidente che non frequenta la via Copparo dove ciò che si afferma in questo articolo non è assolutamente vero, e lo dico io che questa strada la vivo tutti i giorni come tanti pendolari che si fanno un mazzo tanto per uno stipendio che in confronto a quello di questi signori che vogliono massacrare i lavoratori, dire che è un sussidio di sopravvivenza equivale ad esaltarlo.

Poi in un altro articolo ho letto che è stato scelto questo tratto per l’alta incidentalità, mi piacerebbe vedere dei dati che provino che in questo specifico tratto avvengono così tanti incidenti da abbassare il limite da 90 a 70 ( e sottolineo specifico tratto); ve lo dico io, non ci sono dati perchè qui non avviene proprio nessun incidente, io su questa strada ci sono tutti i giorni per 365 giorni all’anno da oltre vent’anni e so dove avvengono e quando sono avvenuti e dove:  nella stragrande maggioranza nella curva di Corlo, che guarda caso è fuori dal tutore; è troppo comodo prendere delle statistiche fatte un tanto al chilo dove trattano una strada così eterogenea come un unico percorso quando invece va suddivisa per tratte ben distinte, va bene per fare cassa ma non sicurezza.

Ci vediamo alle prossime elezioni.

Scritto da ilpaesedellealici

luglio 29, 2011 alle 2:24 pm

Pubblicato in Ferrara, on the road

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Tutor: limite di velocità errato

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Testo integrale della lettera tagliata pubblicata in “Noi ferraresi” Carlino Ferrara del 5 maggio 2011

Caro Carlino,
procede speditamente l’installazione del tutor sulla via Copparo, ma il limite di velocità non
è ancora stato adeguato al codice della strada come prescritto dal comma 2 dall’articolo
142 (dove si fa anche distinzione di strade e tratti di strada), infatti risulta ancora essere di
70 km/h invece dei legali 90. Non sussiste nulla che giustifichi questa assurdità priva di
totale coerenza con la realtà; è troppo comodo dire e scrivere sui giornali che la via
Copparo è la più pericolosa, ma è come dire che in montagna viene la neve; per
programmare gli interventi si deve fare una valutazione seria e reale e quindi si deve
argomentare effettuando un’attenta analisi sul come dove e quando. Quindi la via Copparo
è pericolosa, ma dove? Su questa provinciale gli incidenti gravi e mortali sono avvenuti
nella stragrande maggioranza in quella curva a stretto raggio di Corlo e nei cento metri
che la precedono venendo da Ferrara, poi all’incrocio con via Calzolai, quindi in città, poi
all’incrocio con via Tamara, poi ancora nei pressi dell’incrocio con via Govoni adiacente
Tamara; uno di fronte ad una abitazione nel tratto compreso tra la rotonda di via Raffanello
e la rotonda est di Boara (quella verso Copparo per intenderci), se si voleva fare sicurezza
con intelligenza era qui che si doveva intervenire.
Questo strumento, in questo tratto di strada, con questo limite -per fare una metafora di
malasanità-, è come voler trapiantare i reni al malato di cuore: il problema rimane, non si è
curato il malato ed anzi si è peggiorata la salute, ma però si farà cassa; non si può fare
sicurezza un tanto al chilo, infatti in tutta Europa si sta intervenendo nei “black point”, punti
neri che sono curve, incroci o comunque punti ben precisi dove sono presenti situazioni
che possono creare pericolo per la circolazione o addirittura dove sono presenti carenze.
Si lavora nel rispetto degli utenti della strada e nel migliorare la mobilità, questi interventi
raramente interessano la riduzione dei limiti di velocità ma più spesso si addolciscono
curve troppo strette, si realizzano rotatorie come si deve e non come quella di via
Raffanello che è nata black point ad altissimo rischio (dove sono già avvenuti diversi
tamponamenti), si eliminano pericoli si implementano sistemi protettivi.
Ho voluto provare a percorrere questo tratto come se già ci fosse il tutor attivo e mi è
stato difficile non oltrepassare il limite attualmente imposto dal 2008 che non ha nessuna
coerenza con la realtà; per non sforare di un chilometro ho dovuto guidare guardando il
tachimetro e non la strada; sulle autostrade con i tutor ed il limite di 130 si può gestire la
propria andatura con più serenità ed attenzione; costringere invece gli automobilisti ad
andare a 60 km/h (perché è così che finirà come oggi avviene nelle vicinanze di Tamara
con un limite di 50 si corre alla folle velocità di 40), potrebbe far aumentare la soglia di
distrazione e di conseguenza il verificarsi di più tamponamenti, poi qualcuno alzerà il dito
contro l’altissima velocità, quando invece secondo gli studi dell’ANIA e anche quanto è
evidenziato nella ricerca del Comune di Ferrara sugli incidenti dal 2005 al 2008,
smentiscono le affermazioni della Provincia, è risultato che la prima causa dell’incidentalità
-per l’ANIA con il 46%-, è la distrazione: automobilisti che leggono il giornale, un ritocco di
trucco, buttare fuori dal finestrino un mozzicone di sigaretta; ma quando si vuol fare cassa
è molto più opportuno utilizzare in modo molto trilussiano i dati statistici senza analizzare il
dove il come e il quando.
Ciò che si evince dalla lettura di molti articoli pubblicati sia sulla stampa che su autorevoli
siti internet, è che in sostanza fare sicurezza non è lo scopo principale, ma bensì,
raccogliere fondi per la manutenzione della strada. Questa è una vera e propria
vessazione nei confronti di tanti lavoratori pendolari che devono percorrere questa via
anche per ben quattro volte al giorno, altro che l’euro da pagare all’uscita del casello
autostradale di Ferrara Sud per il quale gli assessori provinciali si erano tanto infervorati al
punto da minacciare un sit-in, cosa dovrebbero fare allora i lavoratori che dovranno subire
questa imposizione fuori da ogni logica e realtà?
Voglio concludere con una perplessità: su questa tratta sono presenti ben tre accessi: via
Bragoncino; via Fossetta; via Cascinetto, più altri due a tre abitazioni private, chi dovrà
imboccare o uscirà da queste strade potrà andare alla velocità che più gli farà comodo,
compresi i pescatori che frequentano il fosso adiacente via Fossetta, una volta passati
sotto il primo portale se non si passa sotto al secondo non potrà esserci calcolo della
velocità media, non è da escludere anche che qualcuno accorgendosi di aver sforato il
limite -visto che sarà estremamente facile-, possa anche decidere di fermarsi sul ciglio
attendendo qualche minuto per far passare il tempo necessario per ridurre il tempo medio
di percorrenza.
Tutta questa situazione non è chiara ed è oltretutto molto discutibile, ma a farne la spesa
sarà sempre il lavoratore pendolare che comunque e per fortuna, si sta rendendo conto
che il brodo di carne che propina la Provincia è sciacquo dei piatti.

Scritto da ilpaesedellealici

maggio 9, 2011 alle 6:37 am

Pubblicato in on the road

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29 febbraio 2004

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Scritto da ilpaesedellealici

febbraio 27, 2008 alle 8:09 am

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